Ucraina, scricchiola il fronte UE: Ungheria e Cipro si tirano fuori

Il premier ungherese, Viktor Orbán (Fidesz).
Il premier ungherese, Viktor Orbán (Fidesz).

Inizia a scricchiolare la (presunta) compattezza della UE nel supportare gli USA e il progetto di creare un’Ucraina che entri nell’Unione Europea e magari nella NATO: in giornata il premier ungherese Viktor Orbán si è schierato contro le sanzioni economiche alla Russia, seguito a stretto giro da Cipro (paese in cui l’UE ha fatto tanto “bene”, con l’avallo ai prelievi forzosi sui C/C ciprioti, definito dalla Germania “un modello per il futuro”).

La Voce della Russia è tra le primissime testate online a riferire anche del “niet” di Cipro:

L’Ungheria interviene contro le possibili sanzioni economiche dell’UE avverso la Russia, ha dichiarato il Premier Viktor Orban nell’intervista ai giornalisti locali.

L’Ungheria è dipendente per il 70 % del gas naturale russo. Inoltre, il Paese ha firmato recentemente un accordo con il governo russo sull’assegnazione del prestito statale per la costruzione della centrale nucleare “Paks”.
Giovedì il Parlamento della Repubblica di Cipro ha approvato con un voto a maggioranza la risoluzione che chiede al governo di intervenire contro alle sanzioni dell’UE.
La risoluzione rileva che, mettendo in pericolo i rapporti molto importanti con la Russia, che “sempre sostiene la Repubblica di Cipro”, le autorità rischiano gli interessi vitali del Paese.

Ma non è solo questione di gas naturale o di centrali nucleari: la politica di Orbán, dipinto spesso nel resto della UE come autoritario, totalitario e “fascista” (naturalmente), è da tempo “eretica” nei confronti della UE e del FMI (che ha praticamente cacciato dal Paese, dopo aver saldato con 2 anni di anticipo i debiti contratti). Col paradosso che proprio un partito di centro-destra, il Fidesz, di cui Orbán è leader, “apre” a Mosca (l’attuale premier in gioventù
si distinse per le posizioni assunte contro il dominio dell’URSS). Questo “probabilmente” significa che sul fronte
ucraino, le colpe che vengono addossate a Mosca risultano veramente grottesche persino a chi a suo tempo ha combattuto per un’Ungheria libera dall’influenza sovietica (ed è quanto dire). Da noi invece tutto bene, siamo saldamente schierati con Obama e… mi sa che ci prepariamo ad aprire i cordoni della borsa per altri F35.

Articolo di qualche mesetto fa, molto pro-Orbán, ma gioverebbe leggerlo visto che in Italia sui media mainstream
si parla perlopiù dei suoi lati negativi (chissà perché, eh):

La Nuova Rivoluzione Ungherese: Viktor Orban, dopo essersi liberato dal Fondo Monetario Internazionale, taglia l’IVA e aumenta le pensioni

Il Premier ungherese Viktor Orban, dopo essersi liberato dal cappio del Fondo Monetario Internazionale, ha avviato una vera ripresa economica.
Vi avevamo già dato su questo blog buone notizie dall’Ungheria, annunciando la storica decisione del suo Premier Viktor Orban di chiudere ogni rapporto con il Fondo Monetario Internazionale e di estinguere con esso, con ben due anni di antuicipo, tutti i debiti-capestro contratti dai governi precedenti.
L’Ungheria si sta infatti da tempo svegliando, si sta rialzando in piedi con onore, con dignità e con grande determinazione, costituendo con le sue scelte pragmatiche e lungimiranti un modello per tutti gli altri stati europei vittime della speculazione e della dittatura usurocratico-bancaria della BCE. Ma tutto questo viene taciuto qui da noi dai mass media di regime, perché ciò che sta facendo l’Ungheria spaventa le lobby del potere finanziario. Di conseguenza è iniziata da tempo una capillare opera di disinformazione e di denigrazione del governo di Budapest, che viene bollato con i peggiori marchi d’infamia. Si vuole infatti tenere il popolo nell’ingnoranza, per impedire che un crescente numero di persone prenda coscienza di come siamo ingannati e si ribelli alle politiche recessive del Governo Letta e alla moerte della nostra imprenditoria, decretata a tavolino dall’austerità di Berlino e della Commissione Europea.
In risposta a questa disinformazione voluta dalle lobby, è stato recentemente costituito un Comitato Italia-Ungheria, su iniziativa mia e di Andrea Signini (altro importante collaboratore di questo blog), con la finalità di diramare una corretta visione della nuova politica di Budapest e per sostenere l’azione di Viktor Orban. E siamo quindi orgogliosi di poterVi dare nuove ulteriori buone notizie dal fronte del Danubio. L’Ungheria, liberatasi dal cappio del debito e rispedite al mittente le richieste di austerità, si sta avviando verso una nuova fase di prosperità economica, i cui effetti iniziano a vedersi.
É stata adottata da Orban tutta una serie di provvedimenti aventi lo scopo di stimolare la crescita economica e di aiutare, nel contempo, le fasce più deboli della società. Mentre in Italia aumentano le tasse su tutto ed i rincari sono all’ordine del giorno, in Ungheria vi è stato nelle ultime settimane un aumento considerevole delle pensioni e una riduzione del 20% sulle bollette di luce, gas, acqua e nettezza urbana. Ma questo è stato solo l’inizio: il Governo ha infatti deciso di andare oltre, varando un disegno di legge, recentemente approvato dal Parlamento di Budapest, che stabilisce nuove misure sugli assegni familiari ed una riduzione dell’IVA dal 27% al 5% sulle carni suine, le più consumate dal popolo magiaro. Inoltre, questo disegno di legge amplia le possibilità di detrarre le tasse sui contributi sociali e sul reddito personale delle famiglie con più figli nella fascia di reddito medio-bassa. Questo ampliamento delle detrazioni fiscali familiari graverà sul bilancio del Paese per soli 53 miliardi di Fiorini (circa 180 milioni di Euro), ma interesserà direttamente circa 260.000 famiglie.
L’amministrazione della capitale danubiana ha inoltre deciso che, dal 1° Gennaio, entreranno in vigore forti riduzioni del costo del trasporto pubblico, uno dei più efficienti al momento in Europa. Alcuni esempi: il prezzo degli abbonamenti sarà ridotto del 10% . Nello specifico, gli abbonamenti mensili passeranno dagli attuali 10.500 Fiorini a 9.500. Gli abbonamenti annuali passeranno da 114.500 a 103.000 Fiorini. La tessera per gli studenti passerà dagli attuali 3.850 Fiorini a 3.450, e quella per i pensionati dagli attuali 3.700 Fiorini a 3.330.
Tutto questo avviene a pochi chilometri da noi, in un altro Stato dell’Unione Europea, a dimostrazione di come sia possibile dare uno schiaffo in faccia all’austerità di Berlino e di Bruxelles, a dimostrazione di come, se c’è la volontà, la politica possa funzionare e venire incontro alle esigenze dei Cittadini e favorire la ripresa della produttività e la crescita economica.
Viktor Orban ha sfidato gli avvoltoi della finanza internazionale e sta dimostrando di lavorare nell’interesse del suo Paese e del suo Popolo.
In Italia, invece, il bilderberghino Letta cosa fa? Aumenta l’IVA e rifà entrare dalla finestra, sotto nomi fittizi, l’IMU che ha fatto finta di far uscire dalla porta.
I politici di “sinistra” cosa fanno? Si divertono, come bambini, a giocare con le primarie, facendo a gara fra loro e chi è meglio sostenuto dalle lobby bancarie e finanziarie.
E i politici di “destra” cosa fanno? Si divertono a fare le scissioni, per restare meglio incollati alle loro poltrone, e fanno a gara tra loro a chi è più ligio nel servire e riverire Angela Merkel e Herman Van Rompuy.
Svegliati Italia! Quanto ancora i nostri governanti continueranno ad abusare della nostra pazienza?
Mi auguro che questa nuova rivoluzione ungherese possa esserci da esempio e possa soprattutto ridarci la speranza per il futuro, quella speranza che i vari Prodi, Berlusconi, Monti e Letta hanno ucciso e soffocato fra le lacrime e il sangue.

Non c’entra con l’Ungheria, ma direi che sia da leggere anche questo breve articolo di GPG Imperatrice, che fa un’impietoso confronto tra la Svezia e la Finlandia… al lettore indovinare di “chi” è la colpa (non gli sarà difficile):

Svezia e Finlandia, Economie Divergenti

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fausto
Guest
fausto

La differenza tra noi e gli ungheresi è semplice: noi continuiamo a combattere il nemico sovietico, che non esiste più da almeno un paio di decenni. Loro no: semplicemente hanno capito che i russi sono russi, e basta. Questo ovviamente non risolve i disastrosi problemi dell’Ucraina.