Carige e Banche Italiane, Delocalizzare in Svizzera?

Carige e Banche Italiane, Delocalizzare in Svizzera? Un conto svizzero potrebbe assicurare tranquillità, ma attenzione a rispettare la Legge.
Titanic Italia

NOTA di Zen-Trader.com
Su richiesta di diversi lettori del nostro sito, riproponiamo integralmente questo Articolo pubblicato nel lontano 9 Gennaio 2014. Si prende spunto dai guai che già allora affligevano Banca Carige, per poi spostare il focus sulle Banche italiane in generale (si parla anche di MPS, e di Banca Marche, poi salvata dal Governo a fine 2015), si conclude parlando dell’opportunità di delocalizzare i propri risparmi in Paesi come la Svizzera ad esempio, per assicurarsi maggior tranquillità.
P.S.: il provvedimento del Governo Letta, cui si fa riferimento qui (Ritenuta del 20%), fortunamente fu poi abolito.

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di Stefano Oriani

Non hanno fine i guai per Banca Carige, l’Istituto di Credito già nell’occhio del ciclone per il mancato rimborso delle Obbligazioni scadenti ad inizio Dicembre 2013. Ecco cosa ha pubblicato ieri il Secolo XIX di Genova:

Tassi da usura, banca condannata
Paolo Isaia

Sanremo – Un prestito di 50 milioni di lire “trasformato” negli anni dalla banca in un debito di 100 mila euro. Per la Corte d’Appello civile di Genova, applicando con “dolo oggettivo” tassi da usura nei confronti del cliente, un orefice sanremese. Per questo motivo, i giudici hanno sanzionato l’istituto di credito, Banca Carige, e disposto che il commerciante potesse estinguere il suo debito pagando solamente la somma corrispondente al capitale residuo dovuto alla stessa banca. Quindi “a tasso zero”. E la cifra finale, da 100mila euro, era scesa a 35mila.

La vicenda viene resa nota dall’associazione a tutela dei consumatori “Sos utenti Liguria” , di cui è presidente Antonio la Rocca, lo stesso orefice che ha combattuto contro la Carige. «Tutto inizia nel settembre 2001, quando ricevetti un decreto ingiuntivo da parte della banca, in base al quale avrei dovuto far fronte al mio debito.

Il prestito in questione mi era stato concesso negli anni ‘90, per 50 milioni di lire; l’istituto di credito, calcolando interessi, spese e tassi vari aveva fatto lievitare la cifra a 100 mila euro. Il saldo di conto corrente passivo indicato dalla banca nel decreto ingiuntivo, firmato da un docente di Diritto pubblico, attraverso una prima consulenza tecnica d’ufficio era poi risultato usuraio; pertanto, la Corte d’appello aveva ordinato una seconda consulenza per determinare l’esatto dare-avere e ricalcolare gli interessi non dovuti».

A quel punto, la Carige aveva rinunciato a procedere con l’ingiunzione, e La Rocca, come detto, aveva saldato il dovuto, senza le cifre “aggiunte” dall’istituto di credito, grazie all’applicazione del cosiddetto “tasso zero” in virtù del riconoscimento del dolo oggettivo da parte della Corte d’Appello.

Ma com’è possibile che una banca abbia applicato tassi usurari? «A scoprire il meccanismo è stato proprio il gruppo di lavoro di Sos Utenti – prosegue La Rocca – capace di stanare l’usura nascosta per effetto di una falsa interpretazione della formula di calcolo, che ha visto la capitalizzazione degli interessi su un capitale, in pratica il calcolo degli interessi sugli interessi. Purtroppo, solo nell’ agosto 2009, quando la Banca d’Italia aveva emanato una circolare con la corretta formula computistico-matematica, era stato possibile scoprire tale retroscena».

La Rocca sottolinea ancora l’importanza del riconoscimento del “dolo oggettivo” nel comportamento della Carige. «È la seconda volta nell’arco di un anno, in Corte d’Appello civile di Genova, che una banca viene sanzionata per l’applicazione di tassi usurari, come previsto dall’articolo 1815 secondo comma, ossia il cosiddetto tasso zero. In futuro siamo certi che possa avvenire un cambiamento radicale del sistema, in modo che non vengano più consentiti tali abusi e che sia garantito, oltre ad un rapido riconoscimento del dolo oggettivo, anche un risarcimento del danno adeguato, e non meramente simbolico, alle vittime di questo genere d’usura. Parliamo di centinaia di risparmiatori e aziende che hanno contratto un mutuo con le banche, ma anche con società finanziarie, nei cui confronti vengono applicati, senza che lo sappiano e soprattutto possano scoprirlo, dei tassi più alti di quanto stabilito dalla legge».

La Disinformazione impera

Non mi sembra che i media nazionali abbiano dato spazio alla vicenda… ma c’è da meravigliarsi? Sapete come la pensiamo io e altri stimati Bloggers di cui spesso ripubblico gli articoli… la disinformazione a-libro-paga impera… l’obiettivo è sempre quello: sopire, minimizzare, se possibile nascondere del tutto le notizie che “disturbano il manovratore”… gli Italioti devono continuare a credere che le tasse scenderanno nel 2014 (l’ha detto Letta! Vuoi non credergli?? Vedi anche: Per capire come mai 1 minuto di Letta a sparare BALLE sul Tiggì delle 20…), che l’IMU è stata abolita (certo, cambiandole nome e aumentandola… vedi: 2014: l’Anno dell’Inferno Immobiliare (Tasse Mai Viste e Panic Selling) e, nel caso specifico, che le ns. “banchette” sono affidabili per i Clienti e sicure per i propri risparmi… e via disinformando…

Delocalizzare i risparmi e/o sé stessi

… E invece se diversi Bloggers indipendenti che si occupano di Finanza hanno delocalizzato, o stanno delocalizzando proprio in questi giorni i loro risparmi e/o sé stessi (vedi ad es.: Il Blogger Delocalizzato: Le Avventure di fk Nella Terra di Mezzo, un motivo c’è… ed è che sono molto più informati dell’Italiano medio, che:

… non ha ancora la più pallida idea di cosa aspetti i propri risparmi nei prossimi anni di “spremitura”
da parte dello Stato Italiano…

… né che quello che abbiamo sin qui visto con le nuove tasse sulla casa e le “patrimonialine” varie
sulle rendite finanziarie è solo un primo antipasto…

… peggio del peggio… non sa cos’è il Fiscal Compact e cosa comporterà… ovvero ulteriore, atroce
“spremitura” Greek-Style…

… Difficile quindi che sappia che diverse “banchette” Italiane sono a rischio, visto che al Tiggì difficilmente avrà sentito o sentirà parlare di Banca Carige o Banca Marche, solo per citare gli ultimi, importanti esempi…

La soluzione Svizzera

Ogni persona di buon senso dovrebbe seriamente considerare un conto fuori dall’Italia e dalla UE … la Svizzera è ovviamente la soluzione più naturale: vicina e comoda… anche se non mancano altre soluzioni più “esotiche”. Scartando colossi come Credit Suisse ed UBS, che hanno le loro “rogne” contabili, la Svizzera è piena di Banche medio-piccole e molto solide. Esistono svariate soluzioni per tenere i propri sudati risparmi più protetti che in Italia e, nel contempo, mantenere l’operatività sui Mercati finanziari, anche su quello italiano: basta cercare un po’.

Certo, va detto che lo Stato Italiano sta facendo di tutto, anno dopo anno, per rendere sempre più seccante anche la semplice tenuta di un Conto Corrente all’estero… addirittura dal 1° Gennaio 2014 i movimenti di rientro in Italia vengono tassati del 20% tramite la Banca Italiana ricevente, con la presunzione che siano rendite finanziarie… salvo presentare autocertificazione alla Banca stessa…

Bonifici dall’Estero e Ritenuta del 20%

Esempio: nel 2013 ho versato su una Banca svizzera 200.000 Euro, ma quest’anno mi servono 10.000 Euro per spese impreviste… ovviamente, visto che per sicurezza sul C/C Italiano non avevo lasciato che pochi spiccioli, devo effettuare un bonifico in senso inverso… lasciando in Svizzera i restanti 190.000. Ma quando arrivano i soldi in Italia la Banca è tenuta a decurtare 2000 Euro (il 20% di imposta)… e probabilmente non lo farà neanche subito, perché la normativa è nuova e anche lei si sta organizzando… per cui se non sono informato di questa novità e non ho inviato alla Banca l’autocertificazione richiesta per evitare il 20% di tassazione (sempre che la Banca sappia già a cosa serva!), questa potrà comunque prelevarli in seguito (retroattività). Davvero roba da matti…
Per approfondimenti, consiglio assolutamente di leggere questi 2 brevi articoli:

AUTOCERTIFICAZIONE PREVENTIVA RITENUTA D’INGRESSO BONIFICI DALL’ESTERO – 2014
GENNAIO 2014 – ATTENZIONE AI BONIFICI DALL’ESTERO ! SCATTA LA RITENUTA

Tutti questi paletti sono fatti apposta per dissuadere altri Italiani a delocalizzare i propri risparmi (dopo i tanti che hanno varcato il confine già nel 2011-2012)… e convincerli invece a tenerli nelle ns. “banchette” piene zeppe di BTP, che spesso si reggono in piedi solo grazie agli LTRO di Draghi, ad altri artifizi contabili e magari a un po’ di spremitura et similia ai danni dei Clienti (vedi Carige)… per la serie tutto fa brodo… senza dimenticare i vari aiuti statali ricevuti dal Monte dei Pacchi… con i soldi dell’IMU che ci furono chiesti per sistemare un po’ i conti dello Stato… BALLE rifilate agli Italioti… come sempre…

Visto che manovrine, e che ostracismo verso i Conti esteri? Chiedetevi perché… visto che sono consentiti dalla libera circolazione dei capitali, e perfettamente legali a patto di trasferire i soldi in Svizzera con regolare bonifico…

Sono segnali da non sottovalutare, e fanno sì che l’idea di togliere i soldi dal Titanic-Italia che affonda (lentamente ma continua ad affondare, checché ne dicano ai Tiggì delle 20…) non solo resti una cosa sensata, ma anzi acquisti sempre più logica ogni giorno che passa

Aggiornamento del 15 Gennaio 2014

A seguito della segnalazione appena pervenutaci da un lettore, pubblichiamo la smentita di Banca Carige alla notizia da noi riportata, smentita che per la verità, a giudicare da una rapida occhiata a Google Notizie, sembrerebbe essere stata pubblicata solo da testate locali e di piccole dimensioni.

Lo stesso Secolo XIX, da cui abbiamo ripreso l’articolo di cui sopra, non ha mai, sinora, ritenuto di pubblicare alcuna smentita, come si evincerebbe dagli screenshot aggiornati alle 23.00 di oggi e qui allegati, ottenuti cercando “carige” nel campo di search del Secolo XIX online, e “carige site:ilsecoloxix.it” su Google Notizie (i risultati di entrambe le ricerche sono ovviamente ordinati come di consueto per ordine cronologico inverso, dalla notizia più recente a quelle più vecchie). Questo per testimoniare la ns. totale correttezza e buonafede. Non cambiano naturalmente le nostre opinioni sulla “solidità” del sistema bancario italiano e sull’opportunità di delocalizzare i propri risparmi in Paesi Extra-UE.

Carige Il Secolo XIX

Carige Google Notizie

Banca Carige su presunta condanna dell’istituto bancario: “Nessuna condanna ma una transazione!”
SanremoNews

“Il contenzioso, ovvero la controversia che ha visto contrapposti Banca Carige e la società del Signor Antonio La Rocca, non si è infatti concluso con alcuna sentenza, tantomeno di condanna ma con una transazione tra le parti”.

Un dirigente della Carige, Antonello Amato, ci ha scritto per intervenire sulla notizia riguardante una presunta condanna di Banca Carige, da parte della Corte di Appello Civile di Genova, per l’applicazione di tassi usurari.

“Vorrei puntualizzare che la notizia è totalmente infondata e che Banca Carige non è stata in nessuno modo condannata per usura. Il contenzioso, ovvero la controversia che ha visto contrapposti Banca Carige e la società del Signor Antonio La Rocca, non si è infatti concluso con alcuna sentenza, tantomeno di condanna ma con una transazione tra le parti. L’accordo ha previsto il pagamento alla Banca da parte del Signor La Rocca di 45.500 euro, ben più quindi dei 35.000 euro di sola quota capitale indicata dalla testate che si sono occupate della questione. La stessa controparte, contrariamente a quanto affermato dalla stampa, ha ritenuto di riconoscere a Banca Carige una somma di 10.500 euro superiore al capitale dovuto e non si è ricorsi all’applicazione del cosiddetto ‘tasso zero’, previsto in fattispecie di usura”.

“Banca Carige – termina Amato – giudica positivamente la conclusione di una vicenda legale che si è trascinata per lungo tempo. Nell’interesse precipuo dei nostri clienti e dei nostri azionisti, siamo infatti riusciti a recuperare per intero un capitale immobilizzato per dodici anni, oltre a una remunerazione del medesimo giudicata soddisfacente”.

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